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RASSEGNA STAMPA
STORIE LUMINOSE2021-03-04T10:16:54+00:00

STORIE LUMINOSE

Mi chiamo Camilla di Pace. Sono nata a Roma, nel 1991. Ho perso la vista a sette anni a causa di un glioma che mi ha ostruito il nervo ottico. Da lì ho dovuto reinventare la mia vita. Essendo nata a Roma, non potevo essere esente, dalla passione per Francesco Totti. Fino a 10 anni, ero convinta che avrei riacquistato la vista, sarei diventata maschio e avrei giocato nella Roma. Quando ho capito che così non era, ho deciso che da grande avrei intervistato tutti i calciatori. Mi sono iscritta all’università, prima a Roma, poi a Bologna. Li ho conseguito la magistrale in dams. Dopodiché ho fatto un master in comunicazione calcistica, ed ho iniziato a lavorare per qualche sito Che si occupava di calcio. Ho intervistato Gattuso, Luca Toni, Simone Perrotta e altri. Poi è arrivata illuminazione, ho letto il libro di Daniele in pochissime ore. Così ho deciso di chiamarlo e di mettermi a disposizione per qualcosa. Ho quindi pensato di fondare questa rubrica Che parlerà di sport e disabilità. Lo sport è il viatico più grande per abbattere ogni barriera, fisica e soprattutto mentale. E cari genitori, leggete attentamente questi articoli e spingete i vostri figli a fare sport. Saranno ragazzi e uomini migliori. La loro sensibilità bene sarà grata per sempre.

MARIO ZUNGRI – “Il calcio è uno sport di squadra, e la cosa bella è proprio quella”

"Da quando Baggio non gioca più, non è più domenica." cit. Cesare Cremonini Mario Zungri, nasce a Napoli nel 1984, perde la vista all'età di dieci anni, frequenta le scuole medie e si diploma alla scuola di fisioterapia. "Grazie al calcio ho capito che se vuoi una cosa, o un trofeo, anche se hai una disabilità, con l’impegno lo puoi ottenere”

FABRIZIO CELENTANO – “Non c’è parete che in due non si possa scalare”

Fabrizio nasce a Boscoreale in provincia di Napoli nel 1989. La sua vita cambia nel 2009, quando a causa di una malattia non ben identificata perde la vista. Da prima nella vita di Fabrizio, compaiono sconforto e tristezza. Tanto che ad un certo punto abbandona anche gli studi liceali. Poi la svolta arriva nel 2013, quando dopo aver preso contatti con il Cavazza di Bologna, decide di trasferirsi. Nel capoluogo felsineo, Fabrizio si attiva immediatamente per iniziare un’altra vita. Si iscrive ad un istituto serale e consegue il diploma e cosa più importante, inizia a frequentare la PGS (Polisportiva giovani salesiani). Dove diventa un atleta paralimpico come ci racconterà. Ora fa parte del consiglio di amministrazione e delegato allo sport presso l’unione ciechi e ipovedenti della sezione di Bologna.

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