“Devi fare ciò che ti fa stare bene”

Classe 1996, Federico nasce a Roma. Se a 5 anni Fede perde la vista, non perde certo la voglia di combattere e vincere. Si laurea a marzo 2020 in Ingegneria Clinica, gioca a baseball e nuota come una rana, stile che preferisce. Ama Caparezza e ripete come un mantra: ”devi fare ciò che ti fa stare bene”

 

  • “ Ciao Fede. Come stai? ”
  • “ Molto bene grazie! ”

 

  • “ Cosa fai? Dove ti alleni? ”
  • “ Io mi alleno tutti i giorni, la mattina in palestra e il pomeriggio in vasca. Naturalmente sono un nuotatore, mi alleno al Circolo Canottieri Aniene di Roma, club di cui fa parte anche Federica Pellegrini. Mi alleno anche al Centro ParalimpicoTre Fontane, vicino al Centro Sportivo dove allena la AS Roma primavera ma io tifo Lazio! ”

 

  • “ Nel nuoto hai già un bel palmares! ”
  • “ Tra i premi nazionali più recenti ho un argento nei 50 stile, un oro nei 100 stile e nei 100 rana. Sono detentore del record italiano nei 50 stile e nei 100 rana. Ho collezionato due quarti posti agli europei di Dublino 2018 e per pochi decimi ho mancato la convocazione ai campionati del mondo. Ora ho nel mirino la qualificazione per le Paralimpiadi di Tokyo. Ho un tatuaggio, che ho fatto con un mio amico, è ispirato ad una serie letteraria che si chiama ‘Shadowhunters’. I cacciatori protagonisti si marchiano con questo simbolo, che significa ‘in due si può vincere tutto’. Ora ho scommesso con mia madre che se mi chiamano alle paralimpiadi mi tatuo i 5 cerchi ”

 

  • “ Come sta un non vedente nel nuoto? ”
  • “Bene perché nel  nuoto c’è molta integrazione. Ad esempio le staffette sono miste, maschi e femmine, non vedenti e ipovedenti. Anche se per quest’ultimi è un po’ diverso ”

 

  • “ In che senso? ”
  • “Beh per prima cosa riescono ad andare dritti più facilmente. Poi, un po’ come fanno i calciatori, possono riguardare i video degli allenamenti e correggere gli errori. A proposito di sport…Era il 2008, un giorno vado in un negozio di sport con mia madre per comprarmi una mazza da baseball. Giustamente lei mi chiede: ‘Fede, ma come fai a giocare a baseball?’. Ci rimasi malissimo, non me la comprò. Ma il destino mi venne in aiuto perché il giorno arriva una email a mio padre con l’invito di farmi provare il baseball per ciechi. Gioco tutt’ora. Mio padre faceva l’assistente vedente ma quella squadra era la Roma e io volevo assolutamente vestire quella bianco azzurra quindi, ogni volta mettevo anche qualcosa della Lazio ”

 

  • “ Il tuo motto è: devi fare ciò che ti fa stare bene ”
  • “ Si. Amo Caparezza. E’ il titolo di una sua canzone. Lui ha sempre fatto canzoni più politiche. Invece quella era la prima intimista. È uscita in un periodo di decisioni difficili per me. Il nuoto, l’Università e molto altro. Quella canzone mi ha dato un sacco di risposte ”

 

  • “ Tra le cose che fanno star bene c’è lo sport ”
  • “ Consiglio a tutti i bambini vedenti e non, di fare il nuoto. È lo sport più bello. E poi l’acqua non guarda se ci vedi o no. La sei tu e lei. Ti senti leggero e libero. Nuotare è meraviglioso ”

 

  • “ Come vivi la tua cecità? ”
  • “ Ovviamente la cecità è una scocciatura. Però il fatto di esserci entrato da piccolo, mi ha dato la possibilità di non pormi troppe domande ma di fare e basta. Quindi direi che le difficoltà alla fine le ho superate. Nella quotidianità come all’Università dove comunque mi sono laureato in Ingegneria Clinica a 24 anni ”

 

  • “ La cecità ti ha tolto qualcosa? ”
  • “ Beh, qualcosa mi ha dato e qualcosa mi ha tolto. Ti faccio un esempio: quando ho compiuto 18 anni tutti i miei amici hanno preso la patente. La io mi sentivo un po’ diverso. Poi ho scoperto che farsi accompagnare in macchina, soprattutto quando è notte e metti la musica, ha solo vantaggi. Oppure, quando da piccoli, i miei amici giocavano a pallone, e io mandavo sempre la palla fuori o il portiere ovviamente parava ogni mio tiro. Però c’erano anche dei lati positivi. Per esempio, quando facevamo atletica, io ovviamente dovevo correre per mano a qualcuno ”

 

  • “ E quindi? ”
  • “ E quindi sceglievo sempre le bambine più carine ”

 

  • “ Il ruolo della famiglia è importante? ”
  • “ Assolutamente si. Tanto nello sport, quanto nella scuola. I miei genitori mi hanno sempre sostenuto. Sono sempre andati alle riunioni con i professori di sostegno e con i tiflologi. Poi mio padre ama smanettare al computer, e molte volte, quando i libri non arrivavano me li ha trascritti lui.
    Nel nuoto mio padre, mi ha costruito un piccolo attrezzo per riuscire a fare le virate in vasca in autonomia. Per la crescita di ogni bambino, la connessione tra scuola è famiglia è fondamentale ”