Newsletter Febbraio 2025

Più camp, più sport.

Mentre sulle nevi di tutta Italia sfrecciano giovani con disabilità visiva che si godono il bello della montagna, noi qui siamo pronti a lanciare la proposta estiva dell’associazione, orgogliosi di presentarvi con questa newsletter tutti i camp previsti per la stagione e super curiosi di sapere se saranno apprezzati dalle famiglie.

Perseveriamo, parallelamente, e con costanza, nel nostro impegno a divulgare l’idea che “niente vista” non debba equivalere a “niente sport”. Per questo motivo, siamo felicissimi del buon esito del progetto Erasmus Plus, finanziato dalla Comunità Europea e reso possibile dallo sforzo collettivo dello staff Real Eyes Sport e dei nostri partner europei. Ci faremo portatori di un messaggio davvero nuovo, e abbiamo iniziato a diffonderlo costruendo tutta una serie di contenuti online che possano aiutare le persone che accompagnano chi non vede a formulare proposte sportive adeguate e orientate. Venite a trovarci sul sito dedicato!

Nonostante tutti questi passi avanti, tuttavia, in Italia, nel 2025, non è ancora così scontato che un ragazzino cieco possa partecipare con la propria guida alla campestre scolastica. E di questo ci rammarichiamo: ne abbiamo parlato con media locali e nazionali per rendere visibile questa fatica, con la speranza che l’episodio contribuisca ad accrescere la consapevolezza della necessità di un approccio che metta al centro l’atleta non vedente e le sue esigenze sportive.

Leggeteci e condivideteci, così che la nostra diventi una comunità sempre più nutrita e informata.

Buona lettura,
Daniele Cassioli

Pronti, partenza, click! 

In arrivo il click day di Real Eyes Sport per iscriversi ai camp estivi

Domenica 2 marzo, a partire dalle ore 10:00, sarà possibile manifestare il proprio interesse a partecipare alle fantastiche settimane di sport organizzate in estate dall’associazione.

Chi ci conosce lo sa: viste le numerose richieste, soprattutto per il camp di Tirrenia, abbiamo dovuto trovare un sistema che garantisse equità alle famiglie. Ci preme ricordare, tra l’altro, che tutte le nostre proposte sono degne di attenzione, ricche di attività e super rodate nel tempo.

La grande novità di quest’anno, perciò, è che i camp saranno presentati tutti nello stesso giorno, così da permettere una scelta più consapevole a chi desidera partecipare.

Queste le destinazioni e le date:

– Parma, dal 29 giugno al 6 luglio;

– Tirrenia, dal 5 al 12 luglio;

– Val Vigezzo, dal 19 al 26 luglio;

– Perugia, dal 27 luglio al 3 agosto.

Per maggiori approfondimenti e informazioni potete sempre consultare il nostro sito, che rimane in costante aggiornamento.

Seguiranno comunque altri reminder sui canali social dell’associazione, ma intanto segnate pure sui calendari, analogici o digitali che siano, che il 2 marzo, alle 10:00, vi basterà un click per farci sapere se e a quale dei camp desiderate partecipare.

Noi vi aspettiamo!

Passa-parola, quando è buona 

È pronto il booklet sulle buone pratiche per l’avviamento alla pratica sportiva di bambini e ragazzi con disabilità visiva

“La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”. Così recita l’articolo 33 della Costituzione, approvato nel settembre 2023 dal nostro Parlamento. E noi, come associazione, da sempre crediamo nella capacità dello sport di farsi generatore di inclusione sociale. In linea con questi valori, infatti, e insieme ad altri tre partner europei – Euphoria Net, Italia (agenzia di europrogettazione), APAlab dell’Università Nazionale e Capodistriana di Atene, Grecia, Municipio De Vila Nova De Famalicão, Portogallo – Real Eyes Sport ha contribuito a redigere un manuale atto a promuovere l’inclusione sociale e l’abbattimento delle barriere alla disabilità visiva attraverso la pratica sportiva.

Il booklet nasce in seno al progetto Erasmus Plus “Move As You Are” (iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea) con l’obiettivo di sviluppare le conoscenze di insegnanti di educazione fisica, allenatori e allenatrici, coach e altri soggetti interessati su come coinvolgere bambini e bambine con disabilità visiva nelle attività sportive.

La sfida, ora, è diffondere il testo, così che la sua circolazione, soprattutto nelle scuole, possa essere propulsiva rispetto all’implementazione delle linee guida e delle buone pratiche che lo stesso propone. Noi iniziamo parlandone anche qui: disponibile in inglese, italiano, greco e portoghese, potete scaricarlo o consultarlo online dal sito https://www.moveasyouare.eu/it/libro/.

Linee di partenza giuste per tutti, o meglio ciascuno 

Un giovanissimo atleta cieco osteggiato dal regolamento della corsa campestre scolastica

Ne parliamo spesso, ne parliamo, anzi, sempre, e quindi tocca chiedercelo, ogni tanto, cosa sia, davvero, questo sport di cui tanto, appunto, parliamo. Muoversi sportivamente in una competizione significa, tra le altre cose, ricercare, nei singoli movimenti, la perfezione, limando i propri limiti alla conquista della vittoria. Tali competizioni, tuttavia, a volte, sono disciplinate da regolamenti che rischiano di dimenticare cosa lo sport sia davvero, perdendosi in teorizzazioni sibilline e inficiando così la prestazione e il potenziale di alcuni atleti. È il sunto di quanto accaduto a Benji, ritrovatosi a essere ostacolato, nella sua partecipazione alla stessa, da certi passaggi del regolamento della corsa campestre scolastica.

Ci teniamo a presentarvelo, lui e la sua storia, perché riteniamo che le disavventure non siano mai fini a sé stesse, e che questa, in particolare, possa diffondere consapevolezza e buonsenso. Benjamin è un ragazzino cieco di 12 anni e, al di fuori delle ore scolastiche, pratica atletica leggera con il supporto di una guida formata professionalmente per accompagnare in modo sicuro ogni suo passo in pista. Si iscrive, mediante l’istituto scolastico da lui frequentato, alla corsa campestre provinciale, ma un passaggio alquanto opinabile del regolamento di quest’ultima lo obbliga a rinunciare alla guida di un accompagnatore formato per affidarsi piuttosto a un compagno di scuola suo coetaneo. La congiunzione usata nel suddetto passaggio, tuttavia, esprime chiaramente un’ipotesi, e non una condizione vincolante: “Qualora l’alunno non vedente sia accompagnato da un alunno guida anche quest’ultimo dovrà essere premiato con la stessa medaglia”. A questo non trascurabile dettaglio si è appellata la famiglia di Benjamin, che, con il prezioso supporto dell’associazione e l’intervento di un legale, ha presentato reclamo, facendo luce su alcuni aspetti cardine dello sport paraolimpico presenti nel FISPES e propri del CIP.

L’inclusione è indubbiamente un valore da perseguire, ma a volte, per farlo nel modo migliore, e trattandosi di qualcosa di estremamente prezioso per la collettività, serve una preparazione: se il coetaneo di Benji avesse avuto modo di ricevere un’adeguata istruzione come guida, allora oggi parleremmo certamente della vicenda come di un’iniziativa lodevole. Speriamo possa almeno aiutare altri atleti ad abbattere ostacoli simili, pur non essendo di questa natura, quelli realmente sportivi.


Questo numero della newsletter è stato scritto in collaborazione con i giornalisti sociali di Fondazione Bullone. In redazione: Federica Margherita Corpina, Luca Malaspina, Salvatore Cristiano Misasi.